ITINERARI D’ASCOLTO 2007 – Presentazione

ITINERARI D’ASCOLTO – incontri con la musica contemporanea
Rassegna a cura di Fabrizio Ottaviucci

Depliant 2007

Destare interesse e curiosità per la musica d’arte, stimolare la percezione della complessità e della qualità, dar risalto all’evoluzione del linguaggio e al suo rapporto con le esigenze espressive del tempo, innescare una prassi propedeutica capace di indicare al nuovo pubblico come si ascolta la musica senza usare una terminologia specialistica ma spiegando che qualsiasi musica va ascoltata disponendosi a farlo come si affronta un viaggio che nel caso della musica contemporanea può diventare in più di una occasione una vera e propria avventura.
Affrontare l’incalzante problema della distanza sempre più ampia tra la produzione artistica contemporanea e la comprensione del pubblico.
Itinerari d’ascolto nasce dall’incontro della sensibilità politica per queste problematiche con la presenza nel territorio dei 57 Comuni di numerose e affermate realtà artistiche che hanno trasformato la passione per la musica in un lavoro a tempo pieno sia come docenti che come compositori o interpreti o in tutti e tre i ruoli contemporaneamente. Ciascuno con la propria cifra stilistica ben riconoscibile nel panorama internazionale della musica contemporanea.
Il progetto si articola in una ramificata attività volta a stimolare la comprensione dei nuovi linguaggi di cui oggi si serve l’arte dei suoni rivolta a soggetti e fasce di popolazione che hanno avuto scarse o nessuna possibilità di contatto con le realtà del linguaggio musicale contemporaneo. In ogni comune sono state coinvolte e connesse nel progetto le scuole di musica, le scuole medie superiori, le associazioni.
Tutta l’attività di connessione approda alle serate “riflessione-concerto”, momenti di approfondimento intellettuale corredati di brevi esempi musicali ed ai concerti che con un programma diverso ad ogni appuntamento costituiscono una rassegna di musica contemporanea in rete in cui la sensibilità speciica di ogni realtà comunale con le proprie peculiarità ha influito sul palinsesto della programmazione.
Le musiche sono opere di compositori nati e nella quasi totalità anche residenti in provincia: Ciarlantini, Correnti, Gentili, Lugli, Pennesi, Scodanibbio, Sileoni, Tesei, Boccadoro e Edlund. Attorno a questo repertorio si delinea un confine nazionale, con la scelta di altri compositori italiani: Bosco, Sani, Vacchi, Silvestrini, Taccani, molto legati agli interpreti coinvolti.

Uno spazio speciale è quello dedicato alle opere di Fernando Mencherini, compositore di Cagli prematuramente scomparso che è sempre stato in strettissimo contatto con gli artisti della realtà maceratese e del quale a luglio si terrà il I concorso internazionale a premi di interpretazione di sue opere.
Due interventi ricordano anche Ciro Scarponi, grande clarinettista e compositore fortemente legato negli ultimi tempi alla città di Camerino prima di lasciarci anch’egli prematuramente.

Il repertorio presentato nei concerti appartiene prevalentemente alla produzione degli ultimi decenni, ad eccezione delle opere di Luciano Berio e Giacinto Scelsi, compositori storici ed antitetici, e di Terry Riley, padre del minimalismo.
Con un testo di Italo Calvino e la pittura estemporanea di Mario Sirchio, il programma si apre all’esplorazione di spazi di connessione interdisciplinare.
Incontri con la musica dei nostri giorni come altrettante proposte del diverso scrivere musica affidati a strumentisti locali ma internazionalmente noti per il loro talento che mediatori di un rapporto di comunicazione e di incantamento tra compositore e pubblico offrono una gratificazione esecutiva immediata e spontanea che si collega alla tradizione strumentale-virtuosistica dei grandi interpreti di sempre. Itinerari d’ascolto come viatico per affrontare gli articolati sentieri dei festival di musica contemporanea come la Rassegna di Nuova Musica di Macerata, dove in una radicata tolleranza, straordinariamente differenziati, convivono da 25 anni stili, linguaggi e tecniche le più diverse.
E infine stimoli e suggestioni per chi in questa che è la musica classica di domani riconosce non solo un segno dell’evoluzione dei tempi ma soprattutto l’espressione organica della nostra curiosità.

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